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Regali da uno sconosciuto – The Gift

Regali da uno sconosciuto – The Gift (The Gift, Australia/USA 2015) è un thriller psicologico che si presenta come la classica storia sulla “minaccia al nucleo familiare” (per intenderci, il sottogenere inaugurato da “Attrazione Fatale”), ma che gradualmente scivola in una narrazione più approfondita. I meccanismi tipici di questo genere cinematografico vengono utilizzati per mettere in luce gli aspetti psicologici dei personaggi e l’evolversi dei loro rapporti.

Simon (Jason Bateman) e Robyn (Rebecca Hall) sono una classica, giovane coppia yuppie. Lui è deciso, ambizioso, perfettamente inserito nel proprio ambiente sociale; lei ha un carattere più complesso, percorso da un vago ma persistente tono di insoddisfazione, dovuto anche al trauma di una gravidanza interrotta. Simon ottiene una prestigiosa promozione sul lavoro e per questo si trasferiscono in California, dove possono permettersi una lussuosa villa tutta vetrate (di quelle che piacciono molto ai registi horror). Sembra che la loro vita sia arrivata a una svolta gratificante, che davanti a loro si apra un futuro pieno di soddisfazioni. Invece incontrano Gordo “The Weirdo” (interpretato dal regista del film e sceneggiatore Joel Edgerton), un goffo ex-compagno di scuola di Simon che, attraverso regali non richiesti, si insinua in modo inquietante nella loro vita, riportando alla luce dal passato un segreto drammatico e inconfessabile.

“Regali da uno sconosciuto - The Gift” (2015)

La struttura narrativa è quella dell’interazione tra i tre personaggi principali (lo spazio lasciato a quelli secondari è minimo). Una coppia abbastanza felice, con qualche germe di incomprensione che funzionerà in seguito come punto di rottura, e un terzo “incomodo” che si insinua nel loro rapporto evocando sospetti e insicurezze. Ognuno ha qualcosa da nascondere, agli altri e allo spettatore, ma soprattutto nasconde la vera natura del proprio carattere. La storia illustra l’arco di trasformazione del modo in cui i personaggi si relazionano tra loro, ed è raccontata principalmente dal punto di vista di Robyn.

“Regali da uno sconosciuto – The Gift” il primo film come regista dell’australiano Joel Edgerton, qui anche come sceneggiatore e attore. Edgerton ha già maturato, comunque, una certa esperienza sul campo: ha scritto la sceneggiatura di “Felony” (2013) e “The Square” (2008, diretto dal fratello Nash), il soggetto di “The Rover” (2014), ha recitato in alcuni film (Star Wars Episode II: Attack of the Clones, Zero Dark Thirty, Exodus: Gods and Kings, Black Mass). Buona la direzione degli attori e la sua interpretazione dello stalker Gordo: un comportamento indecifrabile basato su segnali confusi e contraddittori, che alterna in modo inaspettato un’eccessiva disponibilità a un’intrusività minacciosa. Il ritmo narrativo e di regia è opportunamento lento, lavora più per accumulazione che per colpi di scena, grazie anche la lavoro del direttore della fotografia Eduard Grau e del montatore Luke Doolan. Riferimento esplicito dal punto di vista stilistico sono il cinema di Hitchcock e Haneke.

“Regali da uno sconosciuto - The Gift” (2015)

Confronta

“Attrazione Fatale” (Fatal Attraction, 1987) e tutti i suoi derivati (Stalker Thriller Movies), come per esempio “La mano sulla culla” (The Hand That Rocks the Cradle, 1992), “Abuso di potere” (Unlawful Entry, 1992), “Inserzione pericolosa” (Single White Female, 1992), “La ragazza della porta accanto” (The Crush, 1993), “The Fan – Il mito” (The Fan, 1996), “Obsessed – Passione fatale” (Obsessed, 2009), “The Guest” (2014), “Il ragazzo della porta accanto” (The Boy Next Door, 2015).
La prima parte del film di David Lynch “Strade Perdute” (Lost Highway, 1997).
Il film di Claude Chabrol ”L’inferno” (L’Enfer, 1994), “Funny Games” (1998) e “Niente da nascondere” (Caché, 2005) di Michael Haneke.
Il testo e le atmosfere della canzone “Intruder” di Peter Gabriel (dall’album “Peter Gabriel III”, 1980).

Alessandro Manitto